Elementi di strategia negli scacchi circe progressivi

L’apparente semplicità del gioco non deve trarre in inganno: la resurrezione dei pezzi rappresenta un fattore da non trascurare, che spesso è alle origini di un matto inaspettato. Le partite in genere sono brevi: in media si concludono alla sesta serie, e questo è dovuto soprattutto alle numerosissime possibilità create dalla resurrezione.
I criteri guida cui ci si può rifare possono essere così riassunti:

  1. preferenza accordata alle aperture 1.d3 e 1.e3, che schiudono la strada alla mobilità del Re, della Donna e degli Alfieri;
  2. sfruttamento, in ogni fase, ma soprattutto in apertura, del divieto di controscacco, ciò che dà luogo a costellazioni caratteristiche;
  3. sfruttamento della resurrezione dei pezzi e dei pedoni intorno al Re avversario per limitarne le case di fuga ai fini del matto;
  4. sfruttamento della resurrezione dei pezzi avversari (particolarmente della Donna e degli Alfieri) per creare situazioni di matto per impossibilità di controscacco.

All’apertura 1.d3 le risposte più praticate sono 2.d5 Dd7 e 2.e5 De7 e, finora, non si vede un motivo di scegliere l’una piuttosto che l’altra. Merita considerazione anche 2.e5 Ab4+.
All’apertura 1.e3 la risposta consueta è 2.d5 Dd7. Non conviene replicare con 2.e5 De7 a causa di 3.Df3 D:b7 D:c8+ che dà al Bianco l’iniziativa (o almeno così sembra).
Sono giocabili anche 1.e4 (2. e5 De7) e forse, ma un po’ meno, 1.d4 (2.d5 Dd7).
Agli albori si giocava quasi esclusivamente 1.e4 seguita da 2.d5 d:e4(e2) ed il Bianco deve iniziare di nuovo a giocare.

Fonte: Eterochess.

Elementi di strategia negli scacchi progressivi inglesi

Rispetto alle altre forme di scacchi progressivi, gli scacchi progressivi inglesi si rivelano ben più complicati nel costruire un matto. Anni addietro, Tony Gardner ha pubblicato un libretto spillato dove spiegava la sua visione strategica di questa variante.

Ecco riportati i suoi principi guida:

  • “La regina è un pezzo forte, il cui potere diminuisce man mano che la partita progredisce…. piuttosto che essere considerata un pezzo importante quasi quanto il re, andrebbe usata come pezzo d’avamposto per condurre l’attacco e guadagnare materiale o quantomeno compensazione territoriale”;
  • ”le torri sono da prefeirsi alla regina per la loro Scacchi progressivi inglesiabilità pratica (a differenza dei pezzi che muovono diagonalmente) di fornire continuità alla serie muovendo innanzi al pedone, altrimenti costretto ad avanzare e dare scacco”;
  • i cavallo sono da preferirsi agli alfieri, da considerarsi come dei “potenti cavalli- killer”;
  • “le mosse d’apertura non sono critiche, ma i pezzi minori dovrebbero essere sviluppati velocemente, mentre spingere il pedone di due caselle può essere controproduttivo”;
  • le mosse del mediogioco (dalla 7 alla 14) sono critiche. “L’obiettivo è
  1. dare matto;
  2. stabilire una posizione dominante che renda futile la giocata dell’avversario;
  3. posizionare i propri pezzi in modo tale che l’avversario possa arrecare il minimo danno…”.
  • infine, un consiglio sul calcolo delle mosse: cercate di accorciare le sequenze, Gardner scrive “forzate il vostro avversario a rispondere a uno scacco con un altro scacco”.

Il finale negli scacchi progressivi italiani

Nei progressivi il finale è al corrispondente della partita negli scacchi ortodossi. E’ praticamente assente: lo zugzwang. I pezzi infatti avendo a disposizione più mosse consecutive possono compiere triangolazioni e tornare nelle case di partenza. Alcuni finali sono del tutto simili a quelli ortodossi, si pensi, ad esempio, al casi di Re contro Re e due alfieri. IL FINALE ELEMENTARE Per finali elementari si intendono quelli che vedono il re solo di una delle due parti opposte a re e donna, a re e torre, a re e due alfieri collocati su diagonali di diverso colore, a re, alfiere e cavallo, a re e due cavalli ed a re e pedone dell’avversario. R e D/R – Chi ha la donna vince, mattando in un massimo di quattro serie; R e T/R – La partita è patta per l’impossibilità del titpico scacco intermedio di torre senza esporre la torre stessa alla cattura, salvo il caso in cui il re solo si è già confinato in una casa marginale della scacchiera. R e 2AA/R – La partita, se i due alfieri sono collocati su diagonali di diverso colore, è sempre vinta. E’ sufficiente spingere il re ai margini della scacchiera (non necessariamente in un angolo); R, A e C/R – La partita è vinta se, e solo se, il re senza pezzi si trova già confinato in una casa marginale della scacchiera. R e 2CC/R – La partita è generalmente patta salvo il caso in cui il re in svantaggio si trovi, al termine della sua serie di mosse, in una delle quattro case d’angolo della scacchiera. La sicurezza del matto si ha, comunque, solo a partire dalla tredicesima serie di mosse; R e P/R – La partita è sempre patta all’infuori delle tre seguenti circostanze: 1 – quando il pedono pò essere spinto in sesta e sostenuto dal proprio re che vada a collocarsi in settima; 2 – quando il pedone può essere spinto in settima e sostenuto dal proprio re che vada a collocarsi inb settima; 3 – quando il pedone può essere spinto in settima e sostenuto dal proprio re che vada a collocarsi in ottava (salvo il caso in cui il pedone bianco venga a trovarsi in “a7” o “h7” ed il suo re rispettivamente in “a8” e “h8” – e casi analoghi ed inversi per il nero – per la possibilità che l’avversario provochi la patta per stallo collocando il proprio re in “c8”, in “c7”, ecc.) Non pare molto rilevante che il bianco abbia un numero dispari di mosse a sua disposizione per ogni serie ed il nero ne abbia un numero pari, anche se ci sono delle eccezioni degne di considerazione. Nella posizione del diagramma a chiunque spetti muovere il nero vince. Se è il nero che deve muovere farà in modo di tornare in “c3” con l’ultimo tratto della serie; se invece è il bianco che deve muovere, non potendo eseguire triangolazioni ed avendo un numero dispari di mosse, sarà costretto a terminare la sua serie giocando il re nella casella “a2”, permettendo così al nero di promuovere e, nel caso, anche di mattare immediatamente. Girando la scacchiera di 180° ed invertendo, quindi, i colori, come è facile notare, il risultato sarebbe di parità; il numero pari di mosse, infatti, consentirebbero al re nero di tornare nella casa di partenza.

Roberto Cassano – Eterochess

L’apertura negli scacchi progressivi italiani

All’inizio si riteneva che i sistemi difensivi migliori fossero quelli aperti e, conseguentemente, si tendeva ad evitare le difese chiuse (ritenute non buone perché passive) mettendo così l’accento sul concetto del rapido sviluppo dei pezzi, concetto ripreso, pari, dal gioco ortodosso. In un secondo periodo, sono andate acquistando credibilità anche le aperture di gioco chiuso. Ci si è accorti che l’immediata apertura delle linee sovente permette al bianco di eliminare un gran numero di pezzi avversari con la conseguenza di una sconfitta per dissanguamento del nero. Oggi la teoria più avanzata è improntata ad una certa cautela di giudizio. I problemi più influenti nell’apertura sono due: uno che possiamo definire attivo, ed uno passivo; quello attivo può essere riassunto nel concetto generale di una rapida eliminazione della donna avversaria; quello passivo consiste nell’evitare il matto mentre si compie la prima azione. L’equilibrio di questi due fattori regolano – nelle aperture chiuse in particolare – la fase iniziale della partita.
C’è stato un periodo, nel quale si riteneva che se il nero, nella seconda serie, non giocava il tratto d7-d5, passa in svantaggio a causa di Af1-b5. Oggi l’alfiere in b5 è considerata un’arma a doppio taglio in quanto, se è vero che comprime lo sviluppo del nero, è anche vero che gli fornisce, specie nel prosieguo del gioco, la minaccia a5 a:b5 T:a2 T:a1.
L’apertura più giocata è quella di Re (1.e4) con la quale già si minaccia lo scacco matto (3.Ac4 Df3 D:f7).
Giocata con una certa frequenza è pure l’apertura di Donna (1.d4)

Roberto Cassano – Eterochess

Cavallo doppia-mossa

Torben Osted – Jens Bæk Nielsen

1.Nc3
minacciando Nb5#. Ne4 invece viene parato da  Ng8
1. …,Nc6
2.Nb5+,Nd4xb5
3.c4,Nd4
4.e3,Ne6
5.d4,d5
6.Nf3, minacciando 7.Ne5 1-0
presto per abbandonare ma 6. …,c6 7.Ne5,Qc7 (l’unica) 8.exd5 è senza speranza, e  8. …,cxd5 9.Bb5+ guadagna una donna.
Anche senza speranza è 6. …,f6 7.cxd5,Qxd5 8.Bc4!
8. …,Qh5 9.g4!
8. …,Qa5+ 9.Nd2! (minacciando a5 & e4) 9. …,Qf5 10.f3
8. …,Qd8 9.Nd2!,f5 10.Nf3

1.Nc3,c6
2.Ne4+,Nf6xe4
3.d3,Nf6

Jens Bæk Nielsen – Ian G. Richardson:

1.c4,c6
2.c5,e6??
3.Na3-c4+,abbandona.
se 3. …,Ke7 4.Nd6#.

Jens Bæk Nielsen- Ian G. Richardson:
1.e3,d5
2.d4,Bg4
3.f3
se 3. …,Nf6 4.fxg4,Ne4 la regina bianca è intrappolata, ma 5.Nh3 minaccia 6.Nf4-h5# e 6.Nf2xe4 e il bianco ha un alfiere contro un cavallo (suffiiente!? in questa variante un cavallo si rivela più forte di una torre)
5.Na3!?,c6 (5.-,Nc3xd1?? 6.Nb5+,Kd7 7.Nf3#) 6.Nh3!,g6 7.Nf4,Qd7 8.Nxg6xh8 9.qualsiasi,Nc3xd1 10.Kxd1 e il bianco compensa la donna.
3. …,Bh5
4.Nc3,c6
5.Nh3,e5!?
6.dxe5,Nd7!
Se 6. …,Nd7xe5+ 7.Ke2,Nh6 8.e4 :
7.Ng5?,Qxg5! 8.Ne4xg5,Nxe5+ 9.Ke2,Nxf3xg5+.
7.Qd4,Nh6 (minaccia Nf5xd4+. Incerta 7.-,Bc5!? 8.Na4xc5…) 8.Qf4?,Nxe5+ 9.Qxe5+,Ng4xe5+
7.Nf4(Nf2),Nc5+ (8.Ke2,Nh6-f5#) 8.Na4xc5,Bxc5 9.Nxh5+,Nf6xh5 .
7.Bd3,Nxe5+
Se 8.Ke2,Nxf3-g1+ 9.Ke1,Bxd1 10.Rxg1 il cambio non sembra compensato.
8.Kf1
Twiknight

Se 8. …,Qh4? (minacciando 9. …,Bxf3 10.Ng5xf3,Qf2#) 9.Nf4!,Bxf3? e il bianco semplicemente gioca 10.Nxd5-c7+,Kd7 11.Bf5# invece di 10.gxf3,Qf2+! 11.Nh3xf2,Nf6-h5#.
Ma il nero controbatte con:
8. …,Bxf3!?
9.gxf3,Qh4
Twiknight 2

10.Kg2?,Qxh3+!
11.Kxh3,Nf6-h5#
10.Ne2!?,Nxf3+ (11.Ng5xf3?,Nf6-g4+ 12.Kg1,Qf2#) 11.Nd4xf3,Nf6-g4+ 12.Kg1,Qxh3 – il nero sta meglio?
Meglio 10.Nxd5-c7+,Kd7 11.Nxa8+,Ke7 12.Nc7+ con scacco perpetuo. Notare che 12.Nf4+?,Qxf4! 13.exf4,Nf6-h5#.
10.Nf4?!,Qxf4!? 11.Ne2xf4,g5 (il nero è inchiodato per Nf6-h5#) 12.h4,gxf4 12.h5,fxe3 (13.Bxe3? Ng4xe3+)
Twiknight 3
Sorprendentemente il nero ha sufficiente compenso per la donna (se 11.Nxd5xf4 segue 12.-,Nf6-d5#.)

Jens Bæk Nielsen – Ian G. Richardson:
1.c4,e5
2.g4,Bc5
3.Bg2?
Twiknight 4
my idea in this game was to get control of e4. A knight there would check black. I thought of 3.g5 and if black later played Ng8-e7 – it’s only square – it didn’t cover e4. But 3. …,f5 was a good move for black after 3.g5.
I was not afraid of 3. …,Bxf2+ and 4. …,Qh4+ because of the answer 5.Nf3xh4.
3. …,Bxf2+!
4.Kxf2
Has black really missed that 4.-,Qh4+ can be answered by the doublemove Nf3xh4?
4. …,Qh4+!!
No! This is a brilliant combination with a bishopsacrifice followed by a queensacrifice!
When I send my 10.-,Qxh3+! in the previous game, I received 4.-,Qh4+!! in this game. As Ian wrote to me it was amazing, that we both had eye for a queensacrifice followed by the powerfull attack of two twiknights, but had no eye for the opponents similar combination.
5.Nf3xh4,Nf6+
6.Kf3,Nc6-d4#
6.Kf1,Nxg4+
7.Kg1,Nc6-d4#

Fonte: Eterochess – Jens Bæk Nielsen.

Breve storia delle idee negli scacchi progressivi

Nel 1975 Roberto Magari vinse il primo campionato di scacchi progressivi grazie ad una concezione di gioco superiore a quella dell’epoca. Il suo modo di impostare la partita può essere così sintetizzato:
a) terminare la serie con uno scacco;
b) in mancanza di mosse utili a catturare pezzi o a dare scacco spingere uno o entrambi i pedoni di Torre di due passi;
c) muovere il Re in seconda (settima) traversa per evitare il matto.
Non stupisce, quindi, che egli rispondesse a 1.e4 anche con aperture quali 2.a5 f5 e che, contro tale apertura, giocasse varianti del tipo di 3.d4 Ae2 Ah5+.
Il 1977 fu un anno importante per l’evoluzione della strategia: a
Siena Magari organizzò alcuni tornei cui parteciparono Alessandro Patelli, ora maestro FSI, e l’estensore di queste note. In uno di questi Patelli, in risposta all’apertura di Re, introdusse la difesa 2.e6 Ab4. La difesa non ebbe fortuna ma l’importanza di inchiodare il Pd non sfuggì e provammo ad applicarla in modo sistematico. Essa permise di demolire varie difese quali 1.e4 2.a5 f5 3.e:f5 d4 Ab5! e 2.g5 Ch6 3.Cf3 d4 Ab5!
Anche per evitare la forza di Ab5 Magari introdusse la Difesa Senese (2.Cc6 d5). A La Spezia, ancora nel 1977, la Senese uscì con le ossa rotte; Domenico Blasco, pur ultimo nel torneo, trovò la strada giusta: 3.Dg4:c8:d8+ 5.Aa6:b7:a8.
All’epoca, il contributo maggiore di chi scrive credo sia stato l’introduzione del principio di economia. Ogni serie, ed ogni tratto della serie, doveva avere una giustificazione posizionale evitando le perdite di tempo. Gli effetti pratici di questo modo di giocare furono rilevanti. Per esempio divenne inaccettabile spingere entrambi i pedoni di Torre perché solo uno poteva essere promosso e la spinta dell’altro si sarebbe inevitabilmente rivelata una perdita di tempo. Un altro effetto fu che il Re non doveva muoversi se non per stretta necessità.
Lasciare il Re in prima portò alla scoperta delle potenzialità difensive di questo pezzo che evitava promozioni a Donna prima dell’ultima mossa della serie (si pensi all’efficacia di una configurazione del tipo Re1 Ae2 (o Ce2). Continua a leggere