Strategia e tattica tra oriente e occidente

Sommario

Nel presente lavoro si sono considerate diverse concezioni di strategia e tattica in differenti contesti culturali e storici; i giochi di strategia storici quali scacchi e wei-ch’i (go), per la loro natura molto astratta, forniscono interessanti elementi per una più fine comprensione dei principi base di comportamenti e scelte. Costruire modelli matematico-scientifici o teorie matematico-scientifiche costituisce una differenza fondamentale tra occidente ed oriente. L’analisi epistemologica è suffragata da alcuni esempi ed inoltre sono state enucleate alcune tematiche didattiche Queste tematiche sono importanti soprattutto oggi, poiché l’integrazione multiculturale in campo didattico è un argomento che non può non essere affrontato.

1. Introduzione

Nel mondo contemporaneo, ove lo scambio di informazioni è parecchio incrementato, e dove si devono fare i conti con continue problematiche relative alla integrazione tra culture, si ritiene utile e costruttivo proporre una riflessione sul diverso approccio alle problematiche della scelta e delle decisioni, che abbracciano diversi settori e si pongono quale denominatore comune per l’impostazione stessa di alcune attività umane. La strategia e la tattica sono delle generalizzazioni dei comportamenti e delle scelte che possono essere molto utili per la comprensione delle stesse.
Ambiti paradigmatici per dette tematiche sono i giochi di strategia, in particolare gli scacchi nel mondo occidentale ed il wei-ch’i (go) per quello orientale. In questi (come probabilmente anche in altri giochi) l’astrazione è tale che consente una analisi
abbastanza indipendente da vincoli contingenti.
In particolare, l’esame di diversi approcci alle tematiche di tipo strategico e tattico riveste interesse sia per la comprensione di determinati comportamenti anche su scala macroscopica, sia in ambito di Ricerca in Didattica delle Scienze. In questo campo questi approfondimenti valgono quale strumento per la comprensione dei fenomeni di insegnamento/apprendimento e per eventuali proposte didattiche mirate, che possano
anche considerare l’utilizzo stesso dei giochi di strategia.

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Il punto di vista xiangqi

David Li fu intervistato dal professor tedesco Dr. Renè Gralla di Amburgo, in occasione dei campionati del mondo di scacchi cinesi tenutesi a Parigi nel 2005.
L’intervista è iniziata sull’ idea che il professore ha degli scacchi Xiangqi giganteoccidentali, che sono stati ribattezzati dal medesimo Queen Qi, il gioco della Regina.
Secondo il professore l’importanza e la potenza di questo pezzo influisce notevolmente sull’andamento del gioco ed anche una troppa attenzione al gioco dei pedoni porta il gioco occidentale ad essere troppo orientato intorno ad un singolo pezzo. Continuando su questa affermazione dichiara che le partite più interessanti e rimaste nella memoria sono quando c’è un sacrificio di donna.
A conferma porta l’esempio della partita di Bob Fischer contro Donald Byrne agli open degli Stati Uniti del 1956 U.S. , dove un sacrificio di Regina ha permesso a Fischer di guadagnare tempo e posizione per poi dare il matto.
Altro problema degli Scacchi occidentali sono le troppe partite patte tra i grandi maestri.
Questo, generalmente, non avviene nello XiangQi dove una diversa disposizione dei pezzi e la maggiore manovrabilità favorisce di più lo scontro aperto.

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Lo shogi: una forma non scacchistica?

Si è sempre pensato che lo shogi fosse un evoluzione degli scacchi, dal chaturanga al xiangqi, successivamente modificato grazie a nuovi e regole. La scoperta di un “suizo” (elefante ubriaco) di legno del periodo Heian (794-1185) nella città di Nara induce a pensare che lo shogi possa essersi sviluppato prima, e avere un’origine indipendente dal chaturanga e dal xiangqi. Questo suizo, alto 2.5 cm, largo 1.5 cm e spesso 0.2 cm, secondo le stime dei ricercatori dell’Istituto Archeologico di Kashihara risulta 700 anni più vecchio del più antico suizo sino a oggi conosciuto. Insieme al suizo, sono stati rinvenuti altri tre pezzi: un “keima” (cavallo), un “fuhyo” (pedone) e un altro pezzo di cui risulta impossibile determinare il kanji kanji su di esso inciso.

Suizo

Suizo

La scoperta è avvenuta in un sito presso l’antico Kanzenin, templio sussidiario del Kofukuji; è stata rinvenuta anche una striscia di leggno con la scritta “Jotoku ni-nen” (secondo anno Jotoku, ovvero 1098).
“Il suizo è un pezzo unico in Giappone. Nei templi del periodo Heian, le persone potrebbero avere trasformato questa forma di cultura d’oltreocenao, addattandola allo stile giapponese, aggiungendo nuovi pezzi allo shogi classico,” dichiara Noboru Kosaku, un ricercatore dell’Istituto degli studi dell’Industria dell’Intrattenimento dell’Università di Osaka.
Il Suizo viene usato ancora oggi in alcune varianti dello shogi, tra cui il chu-shogi. In chu-shogi, il suizo può muovere su tutte le caselle adiacenti, purché non arretri; quando entra nel territorio nemico, può essere promosso a “taishi” (principe incoronato), che muove come “gyokusho” (re sfidante).