Scacchi e fantascienza

Affrontiamo un argomento generalmente poco trattato dalla critica specializzata. Si tratta di un filone non molto conosciuto, che ha comunque a suo attivo alcune “perle” nel campo della narrativa. Parlo dei fantascacchi, quell’insieme di racconti e talvolta romanzi, nei quali il nobil gioco svolge parte importante.

Sottolineo che questo mio breve lavoro non si prefigge assolutamente di definirsi una “storia completa dei fantascacchi”, ma piuttosto traccia a grandi linee un tragitto che si accosta ad altri brevi scritti fantascacchistici, apparsi nel corso di molti anni di critica e saggistica. Una rassegna che non può avere per forza di cose pretese di completezza, ma che dipinge un quadro senz’altro significativo dei più importanti contributi alla “fantascienza scacchistica”.
Per la stesura di questo articolo mi avvarrò, in alcune sue parti, della serie di articoli curati dal sottoscritto per la rivista bimestrale di comunicazione scacchista degli Anni Settanta L’Arcimatto, diretta da Maurizio Mascheroni (oggi curatore di uno dei maggiori siti sugli scacchi, maskeret.com, e che ringrazio per la realizzazione delle due immagini riportate più avanti raffiguranti la posizione di gioco di due esempi che cito). Certo, qui il discorso è leggermente diverso, visto che il lettore di Delos la fantascienza la vive quotidianamente e pertanto molte delle introduzioni risulterebbero pressoché inutili e scontate. Per questo riutilizzerò soltanto i pezzi più consoni alla trattazione dell’argomento, evitando i tanti interventi introduttivi già pubblicati. E’ evidente, in tutta onestà, che il gioco degli scacchi non ha un vero debito verso la fantascienza, ma risulta tuttavia vero che spesso il nostro genere letterario preferito è stato affascinato da questo gioco non poche volte.

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