Il Freestyle negli scacchi

Riassunto

L’utilizzo delle macchine ha cambiato radicalmente la nostra vita, divenendo sempre più indispensabile. Anche negli scacchi, che nella tradizione occidentale sono il gioco di intelligenza per antonomasia, nel corso del tempo il livello di gioco delle macchine ha raggiunto e superato quello dei più forti umani. Oggi i più elevati vertici tecnici scacchistici sono raggiunti nel freestyle, cioè gli scacchi con qualunque ausilio. A differenza di quanto può sembrare più plausibile, i migliori risultati in questa disciplina non sono ottenuti dai più forti giocatori umani assistiti, o dai migliori software da soli, bensì da soggetti che non sono campioni ma che si integrano in modo davvero completo con le macchine, veri centauri contemporanei. Questo è stato lo spunto da cui ha avuto origine il presente lavoro, nel quale ho tentato di analizzare in profondità i processi utilizzati dai freestylers, attraverso un’intervista strutturata ad uno dei più noti centauri internazionali. Le risultanze sono state molto interessanti riguardo lo stile cognitivo utilizzato, la comunicazione di questo ed il rapporto con le macchine. Nella conclusione si sono anche delineati alcuni problemi aperti relativi all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambiente didattico. Nelle problematiche dell’insegnamento/apprendimento non si può fare a meno del rapporto con le tecnologie informatiche, e probabilmente si dovranno trovare nuovi paradigmi di fronte alla Teoria della complessità.

INTRODUZIONE

Il freestyle, all’interno del mondo degli Scacchi, è una disciplina caratterizzata dal seguente assioma fondamentale: il giocatore può usufruire di qualsiasi ausilio per effettuare la scelta della mossa. Questa è la caratteristica base, e per qualsiasi ausilio si comprende anche l’ausilio di altri umani. Ci sono altre caratteristiche importanti che meritano di essere menzionate: le partite di freestyle sono giocate on-line ed il tempo di riflessione per l’intera partita è leggermente più rapido di quello usato normalmente nelle competizioni standard tra umani. Recentemente è stata introdotta la regola che impedisce di affidare in automatico la gestione della partita ad un software. Ciò significa che in linea di principio ci si può affidare integralmente alle scelte operate da uno o più software, ma che la effettuazione della mossa, cioè la sua effettiva comunicazione ufficiale deve essere in ogni caso fatta dall’umano referente. Ciò sostanzialmente in quanto la effettuazione automatica è riconoscibile. Il freestyle si differenzia dagli scacchi per corrispondenza per il limitato tempo di riflessione ed è differente anche dagli Advanced Chess, proposti da Kasparov, che sono una partita normale tra umani, che si effettua fisicamente alla scacchiera, con l’ausilio codificato di una macchina, e senza alcun aiuto umano consentito.
È evidente che l’aspetto informatico è assolutamente preponderante nel freestyle e per poter meglio comprendere il rapporto scacchi-informatica può essere di interesse un breve excursus storico in materia, comprendente anche lo sviluppo degli scacchi in Rete.

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